In Breve
- Qual è il contenuto del disegno di legge sui robotaxi a Washington D.C.?
- Il disegno di legge prevede test e operazioni commerciali di veicoli a guida autonoma, aggiornando l'Autonomous Vehicle Act del 2012.
- Quali sono le posizioni di Uber e Waymo riguardo al disegno di legge?
- Uber si oppone al disegno di legge, mentre Waymo lo sostiene come un modo per garantire un dispiegamento sicuro dei veicoli autonomi.
- Cosa prevede la tassa sui robotaxi?
- La tassa è di 0,15 dollari per miglio, con il 50% del gettito destinato al trasporto pubblico.
Il recente disegno di legge proposto per consentire test e operazioni commerciali di veicoli a guida autonoma nel Distretto di Columbia ha innescato un acceso dibattito tra due giganti della tecnologia: Uber e Waymo. Le due aziende, che hanno una storia complessa di collaborazione e conflitti, si trovano ora su fronti opposti riguardo alla regolamentazione dei robotaxi.
Uber ha espresso la sua contrarietà al disegno di legge, sostenendo che esso favorirebbe un monopolio di fatto per gli operatori di robotaxi e metterebbe a rischio i posti di lavoro degli autisti per servizio a chiamata. Javi Correoso, responsabile delle politiche USA di Uber, ha sottolineato che i robotaxi, circolando vuoti, possono contribuire alla congestione del traffico e non offrono l’assistenza necessaria a persone anziane o con disabilità. Secondo stime fornite dall’azienda, un veicolo autonomo potrebbe sostituire fino a quattro autisti.
Dall’altra parte, Waymo sostiene che il provvedimento garantirebbe un dispiegamento sicuro dei veicoli autonomi, tutelando al contempo il trasporto pubblico e assicurando un accesso equo ai servizi di mobilità. La proposta, presentata dal consigliere Charles Allen a maggio, mira ad aggiornare l’Autonomous Vehicle Act del 2012, permettendo test senza conducente e operazioni commerciali senza operatore a bordo. Inoltre, il Dipartimento dei Trasporti del Distretto (DDOT) sarebbe incaricato di rilasciare permessi a sviluppatori che soddisfano requisiti specifici, come una copertura di responsabilità minima di 5 milioni di dollari.
Il disegno di legge prevede anche l’introduzione di una tassa per i robotaxi pari a 0,15 dollari per miglio, con il gettito destinato per il 50% al trasporto pubblico e il resto a programmi di istruzione e riqualificazione per autisti di rideshare e taxi.
Il dibattito ha attirato l’attenzione di numerose parti interessate, tra cui Tesla, Lyft, sindacati come i Teamsters e la SEIU, gruppi per i diritti delle persone con disabilità e associazioni di categoria. È emersa anche una campagna anti-robotaxi promossa da un’organizzazione registrata a New York. L’esito di questo sviluppo normativo è seguito con interesse, poiché potrebbe influenzare le scelte regolatorie in altre città e stati.
In questo contesto, Uber sta investendo e collaborando con oltre 30 sviluppatori di tecnologia AV, creando un’unità chiamata AV Labs per raccogliere e condividere dati di guida reale. Recentemente, l’azienda ha pubblicato un white paper che formalizza la proposta di un modello di rete ibrido, in cui i consumatori possono scegliere tra veicolo autonomo o conducente umano. Waymo, dal canto suo, ha dichiarato di non sostenere limiti sui tipi di rete e di essere aperta a chiarificazioni normative che consentano diversi modelli operativi.
Critici del modello ibrido di Uber avvertono che si tratta di un tentativo di “cattura regolatoria”, sottolineando che imporre modelli di business non migliora necessariamente la scelta dei consumatori o la sicurezza stradale. La disputa tra Uber e Waymo si inserisce in una relazione aziendale complessa, caratterizzata da una causa ad alto profilo nel 2017, risolta con una collaborazione in alcuni mercati, ma recentemente segnata da tensioni e critiche pubbliche.
