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Previdenza Complementare: Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis Rivela Scetticismi e Opportunità

In Breve

Qual è l'importanza della previdenza complementare secondo il rapporto?
Il 76,1% dei lavoratori la considera una soluzione per migliorare il tenore di vita da pensionato.
Qual è il tasso di partecipazione alla previdenza complementare?
Il tasso di partecipazione è inferiore al 40% delle forze di lavoro.
Qual è l'aspettativa media per la pensione pubblica?
I lavoratori si aspettano una pensione pubblica pari al 48,4% della propria retribuzione.

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis, presentato a Roma, offre un’analisi approfondita sul rapporto degli italiani con la previdenza complementare, in un contesto di riforme normative significative. Questa edizione dell’indagine, condotta su un campione di lavoratori italiani tra i 18 e i 50 anni, si colloca in un momento cruciale, in vista delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che modifica la normativa vigente da oltre trent’anni.

Il rapporto rivela che, nonostante il 76,1% dei lavoratori che conosce la previdenza complementare la consideri una possibile soluzione per mantenere o migliorare il proprio tenore di vita da pensionato, la partecipazione effettiva rimane bassa, con tassi inferiori al 40%. Questo scetticismo è alimentato da una scarsa conoscenza del tema: solo il 28,9% dei lavoratori afferma di conoscere bene la previdenza complementare.

Inoltre, il 55,8% degli intervistati ha dichiarato di ricevere informazioni poco chiare sulla previdenza complementare, e il 18,3% ha incontrato informazioni false. La procrastinazione gioca un ruolo significativo nel ritardo delle adesioni: il 45% dei lavoratori ritiene di avere altre priorità e il 51,3% pensa che pianificare la pensione sia inutile a causa delle frequenti modifiche normative.

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Le aspettative riguardo alla pensione pubblica sono basse, con una media che si attesta al 48,4% della retribuzione. Inoltre, il 76,6% dei lavoratori è convinto che l’aumento dell’età pensionabile non garantirà pensioni adeguate, e l’80,3% teme che i giovani non avranno una pensione dignitosa.

La ricerca mette in luce anche le aspettative riguardo all’età pensionabile: il 64,8% dei lavoratori desidera andare in pensione entro i 60 anni, ma la maggior parte prevede di dover lavorare fino a 70 anni o più. Questo scarto tra desideri e realtà è significativo e rappresenta una fonte di preoccupazione.

Un elemento chiave emerso dal rapporto è l’importanza della consulenza. Il 55% dei lavoratori che conoscono la previdenza complementare afferma che, se supportati da un consulente esperto, sarebbero più propensi a iscriversi. La necessità di una comunicazione efficace e di una maggiore alfabetizzazione previdenziale è stata sottolineata da Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni, che ha evidenziato come le nuove misure rappresentino un’opportunità per avvicinare più lavoratori al secondo pilastro della previdenza.

Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, ha aggiunto che la previdenza complementare non è solo una risposta ai bisogni individuali, ma anche un elemento di stabilità per l’intero sistema finanziario, contribuendo allo sviluppo dei mercati e dell’economia reale.

In conclusione, il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis sottolinea l’importanza di affrontare il tema della previdenza complementare con serietà e chiarezza, per garantire un futuro più sicuro ai lavoratori italiani.

redazione

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