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Crédit Agricole e BancoBpm: Condizioni e Possibili Scenari di Aggregazione

In Breve

Quali sono le condizioni di Crédit Agricole per BancoBpm?
Crédit Agricole richiede che ogni operazione crei valore a lungo termine e debba passare per il primo azionista.
Ci sono progetti concreti tra Mps e BancoBpm?
Attualmente non ci sono progetti concreti noti tra Mps e BancoBpm.
Qual è la partecipazione di Crédit Agricole in BancoBpm?
Crédit Agricole detiene una partecipazione del 29,3% in BancoBpm.

Crédit Agricole ha recentemente ribadito che qualsiasi schema che coinvolga BancoBpm dovrà necessariamente passare per il primo azionista. Sebbene il gruppo non chiuda formalmente la porta a possibili progetti di aggregazione, ha messo in evidenza l’assenza di elementi concreti al momento e la necessità che ogni operazione crei valore di lungo periodo.

Nel contesto attuale, continuano a circolare rumor su possibili dialoghi tra Mps e BancoBpm, considerati come una potenziale alternativa all’Opa da 30,6 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps. Tuttavia, durante la presentazione dei conti trimestrali, il CEO di Crédit Agricole, Olivier Gavalda, ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcun progetto concreto tra Mps e BancoBpm e di non essere stato contattato per un eventuale coinvolgimento.

Gavalda ha inoltre sottolineato che, nelle attuali condizioni di mercato, è difficile immaginare come una combinazione tra Mps e BancoBpm possa generare valore per gli azionisti di BancoBpm. La mancanza di elementi concreti rende complicata anche la valutazione dell’impatto sull’azionariato.

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Crédit Agricole detiene una partecipazione del 29,3% in BancoBpm e ha quattro consiglieri nel consiglio di amministrazione. Il gruppo ha affermato che “nulla si può fare senza di noi e nulla si può fare contro di noi”. Ogni eventuale progetto di aggregazione sarà valutato in base all’interesse strategico, al rischio di esecuzione e alla capacità di generare valore a lungo termine per Crédit Agricole e per gli altri soci.

Inoltre, i vertici del gruppo hanno indicato come scenario preferibile una fusione tra BancoBpm e Crédit Agricole Italia, che sarebbe in grado di creare valore e rafforzare la presenza del gruppo nel mercato italiano. Anche Clotilde L’Angevin, deputy general manager e CFO, ha specificato di non aver ricevuto proposte concrete riguardo a fusioni o altre operazioni coinvolgenti BancoBpm e Mps.

redazione

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