In Breve
- Cosa è successo a Voyager 1 tra il 18 e il 19 ottobre?
- La sonda ha perso il segnale per 48 ore, ma ha ripristinato autonomamente il contatto.
- Qual è la causa dell'interruzione del segnale?
- Un gruppo di propulsori è andato offline, ma i propulsori di riserva sono stati attivati automaticamente.
- Cosa significa il giorno luce per Voyager 1?
- Significa che un segnale dalla Terra impiegherà 48 ore per un viaggio di andata e ritorno.
Nel corso della sua storica missione, la sonda Voyager 1 ha recentemente affrontato un’interruzione di contatto senza precedenti. Tra il 18 e il 19 ottobre, le antenne del Deep Space Network non hanno rilevato il segnale della sonda, che si trovava a circa 24 miliardi di chilometri dalla Terra. Fortunatamente, il segnale è riapparso il 20 ottobre, prima che gli ingegneri potessero inviare comandi correttivi.
Analizzando l’incidente, gli esperti hanno scoperto che un gruppo di propulsori era andato offline. Tuttavia, il sistema di protezione da guasto ha attivato automaticamente i propulsori di riserva, portando la sonda in una configurazione stabile e sospendendo temporaneamente le normali operazioni. La causa dell’anomalia è attualmente oggetto di indagine.
Questo evento si verifica in un momento cruciale per la missione, poiché a settembre il team del Jet Propulsion Laboratory ha implementato un intervento di risparmio energetico denominato “Big Bang”. Durante questa operazione, sono stati sostituiti tre dispositivi con alternative a minore consumo per compensare la graduale perdita di potenza dei generatori termoelettrici a radioisotopi, che diminuiscono di circa 4 watt l’anno. Senza questo intervento, i tecnici avrebbero dovuto spegnere ulteriori strumenti già nell’estate del 2027.
Attualmente, Voyager 1 continua ad allontanarsi dalla Terra a una velocità di circa 61.155 chilometri all’ora. Il 18 novembre, la sonda raggiungerà una distanza di circa 25,89 miliardi di chilometri, corrispondente a un giorno luce. Da quel momento, un segnale inviato dalla Terra impiegherà 24 ore per raggiungere la sonda e altre 24 ore per ricevere una risposta, rendendo ogni scambio di comunicazione un processo di almeno 48 ore.
Kareem Badaruddin, responsabile della missione Voyager al JPL, ha commentato: “Questa è la prima volta che vediamo la sonda fare qualcosa del genere, ma siamo anche in un punto della missione in cui dobbiamo aspettarci l’inaspettato”. La project manager della missione, Suzanne Dodd, ha riassunto la situazione dicendo: “Se vuoi dire ‘ciao’ a Voyager, invii il tuo messaggio, poi torni a casa e aspetti due giorni prima di ricevere finalmente una risposta”.
