In Breve
- Cosa stanno facendo LG e Samsung riguardo alle app dannose?
- Stanno rimuovendo le app con funzionalità di 'residential proxy' dalle loro smart TV.
- Qual è il problema legato alle app con 'residential proxy'?
- Possono trasformare i televisori in botnet, inviando richieste di rete illegittime.
- Quante app sono coinvolte secondo le stime?
- Circa il 26,5% delle app per Tizen e oltre il 42,5% per webOS contenevano componenti di reproxy.
LG e Samsung hanno recentemente annunciato la loro intenzione di rimuovere dalle piattaforme delle loro smart TV le applicazioni che presentano funzionalità di ‘residential proxy’, utilizzabili per instradare traffico internet e creare reti di tipo botnet. Questa misura è stata presa in risposta a un fenomeno emerso ad aprile, quando è stato rilevato che diverse app e giochi per sistemi operativi come webOS, Tizen, Roku e Fire TV contenevano componenti in grado di trasformare i televisori in proxy, inviando richieste di rete apparentemente originate dai singoli dispositivi.
Un esempio significativo è l’app IPIDEA, che avrebbe coinvolto milioni di televisori in attività di crawling per l’addestramento di modelli di intelligenza artificiale o per attacchi coordinati, eludendo blocchi basati su range di indirizzi IP e sfruttando l’apparente legittimità del traffico generato.
La funzionalità di ‘residential proxy’ permette di instradare dati attraverso il dispositivo, facendolo apparire come mittente delle richieste. Sebbene questa funzione possa avere applicazioni legittime, come nei test o nella pubblicità, è anche suscettibile di abuso per nascondere automazioni, superare restrizioni geografiche e eludere controlli basati sulla reputazione.
Secondo stime della società di sicurezza Spur, circa il 26,5% delle app per Tizen e oltre il 42,5% delle app per webOS contenevano componenti di reproxy. Inoltre, il ricercatore Harrison Sand di Mnemonic ha segnalato un caso in cui un gioco per bambini, presente nella sezione Editor’s Choice, risultava infetto.
Alcune piattaforme, come Amazon, Roku e Google TV, hanno già adottato misure per limitare l’accesso a IPIDEA e alla rete Bright Data. LG ha dichiarato di collaborare con gli sviluppatori per rimuovere la funzionalità e sospendere le app che non lo faranno, mentre Samsung ha limitato le nuove registrazioni di app e sta identificando e rimuovendo quelle contenenti tali componenti. Le analisi suggeriscono che parte dell’infezione possa derivare dall’uso di kit di sviluppo che includono la funzionalità senza che gli sviluppatori ne siano consapevoli.
Nonostante queste misure, rimane la preoccupazione che la diffusione di tali funzionalità su molte app e dispositivi possa continuare a rendere i televisori vulnerabili, aumentando i rischi per la sicurezza e la privacy degli utenti. In un contesto in cui le smart TV integrano sempre più funzioni di tracciamento e pubblicità, la questione della sicurezza diventa sempre più cruciale.
