In Breve
- Quali sono gli effetti della nuova salvaguardia Ue sulle imprese di acciaio inox?
- Le imprese non hanno registrato miglioramenti significativi nell'attività e nella raccolta ordini.
- Qual è il principale concorrente delle imprese di acciaio inox in Europa?
- L'India è il principale concorrente, avendo aumentato le sue esportazioni.
- Come ha reagito il settore all'introduzione della salvaguardia?
- I principali operatori hanno inviato una lettera alla Commissione chiedendo una revisione della soglia di riduzione del free trade.
A due mesi dall’entrata in vigore della nuova salvaguardia europea, che ha ridotto di quasi 12 milioni di tonnellate i contingenti di acciaio destinati a Paesi extra-Ue, le imprese produttrici di barre in acciaio inossidabile non hanno rilevato miglioramenti significativi nell’attività e nella raccolta ordini. Gli impianti, secondo Massimiliano Burelli, amministratore delegato di Cogne Acciai Speciali, erano al 70% della capacità produttiva prima dell’estate e sono rimasti intorno a quella soglia.
Le aziende contestano che la revisione, pur avendo come obiettivo medio una riduzione del 44% del flusso di importazioni, ha fissato per le barre inox tagli differenziati: -56% per il Regno Unito, -41% per la Svizzera e -27% per l’India, quest’ultimo paese che ha aumentato notevolmente le esportazioni e resta il principale concorrente. Inoltre, il meccanismo prevede accesso a quote residuali, il che significa che il volume effettivamente disponibile per l’India calerà solo del 19,8% secondo i calcoli.
Secondo Burelli, il nuovo meccanismo di assegnazione, pensato per limitare l’operatività di operatori che beneficiano di aiuti di Stato e operano in sovracapacità, non sarebbe in grado di ridurre in modo significativo l’accesso effettivo dell’India al mercato Ue. Una lettera firmata dai principali operatori del settore e inviata alla Commissione lo scorso luglio non ha ricevuto risposta; tuttavia, è stata avviata un’interlocuzione con associazioni di categoria come Eurofer e Federacciai per chiedere, numeri alla mano, una revisione della soglia di riduzione del free trade, in particolare per l’India, e un allineamento a quanto fatto per l’acciaio al carbonio.
Cogne Acciai Speciali, controllata dalla multinazionale taiwanese Walsin Liwha Corporation e con stabilimenti anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti, subisce gli effetti della forte regionalizzazione dei mercati: il Regno Unito ha imposto un dazio d’ingresso del 26% e gli Stati Uniti dazi al 50%, che hanno significativamente ridotto l’accesso a quei mercati.
Nel 2025, la domanda è aumentata, ma è stata assorbita dalle importazioni, erodendo le quote dei produttori europei. Il 2026 presenta risultati leggermente migliori rispetto al 2025, ma resta sotto il budget, con volumi bassi nel comparto automotive e segnali positivi, seppur limitati, nei settori dell’energia, dell’aerospazio e del nucleare, dove la marginalità è alta.
