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Rendimento dei bond ai massimi globali: quali impatti sull’azionario?

In Breve

Qual è l'attuale rendimento dei bond?
I rendimenti obbligazionari sono ai massimi dal 2008, con il decennale Usa al 4,77%.
Come influiscono i rendimenti sui mercati azionari?
L'aumento dei rendimenti obbligazionari esercita pressioni sul premio al rischio azionario.
Qual è la crescita degli utili aziendali?
Le aziende dell'S&P 500 mostrano una crescita degli utili intorno al 12%.

I rendimenti obbligazionari sono tornati a livelli record, raggiungendo i massimi dal 2008 su scala globale. Questo aumento dei tassi potrebbe esercitare pressioni sul premio al rischio azionario, creando un contesto di incertezza per gli investitori.

Le cause principali di questa risalita includono le attese sulle politiche monetarie delle banche centrali, il riaccendersi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e l’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche, con il prezzo del Brent che ha superato i 94 dollari al barile. A questi fattori si aggiunge un crescente premio per il rischio sovrano, legato all’incertezza fiscale e all’effetto della forte offerta obbligazionaria necessaria per finanziare investimenti in intelligenza artificiale.

Analizzando i titoli governativi, i dati mostrano che il rendimento del decennale statunitense si attesta intorno al 4,77%, il massimo dal 2022, mentre il trentennale Usa ha raggiunto il 5,25%, valori non visti dal 2006. Anche il decennale giapponese ha toccato il 3% per la prima volta dal 1996, mentre il trentennale britannico è tornato a valori del 5,86%, non raggiunti dal 1998. In Europa, il Bund tedesco a 10 anni si colloca al 3,35%, il massimo in 15 anni, e il BTP italiano è al 4,18%, con l’OAT francese poco più alto, influenzato da fattori politici e finanziari nazionali.

Il rialzo dei rendimenti ha riacceso il dibattito sulla tolleranza delle Borse verso tassi più elevati. Molti operatori considerano il 5% sul Treasury a 10 anni una soglia psicologica, ma alcuni analisti ritengono che questo movimento sia graduale e non rappresenti uno shock tale da interrompere il trend rialzista del mercato azionario.

In questo contesto, la forte crescita degli utili aziendali emerge come un fattore di sostegno. Le aziende dell’S&P 500 mostrano una crescita degli utili intorno al 12%, mentre l’Europa sta vivendo il ciclo di revisioni al rialzo dei profitti più ampio degli ultimi tre anni. Inoltre, i dati di mercato indicano un aumento dei flussi di cassa operativi del 37% nel settore tecnologico e del 19% nel resto dell’economia.

Queste tendenze suggeriscono che ci possa essere un potenziale rialzo dell’S&P 500 entro la fine dell’anno, a condizione che i rischi legati all’Iran e l’evoluzione dei tassi siano mantenuti sotto controllo. La combinazione di rendimenti obbligazionari in crescita e utili solidi offre agli investitori l’opportunità di una rotazione verso titoli value, in particolare nel settore finanziario e bancario, piuttosto che un abbandono generale del segmento tecnologico.

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