In Breve
- Cosa ha deciso il giudice riguardo Google e AdX?
- Il giudice ha stabilito che Google non deve scindere la sua attività di ad tech, ma deve apportare modifiche operative e nominare un monitor antitrust.
- Quali modifiche sono state imposte a Google?
- Google deve disaccoppiare il server per editori da AdX e non può obbligare i siti a utilizzare AdX.
- Qual è l'impatto sulle entrate pubblicitarie di Google?
- Le entrate pubblicitarie di Google sono state di 294,7 miliardi di dollari, pari al 73% del fatturato totale.
Un’importante decisione del tribunale federale ha stabilito che Google non sarà costretta a scindere la sua attività di ad tech, ma dovrà implementare modifiche significative al suo modello operativo. Il giudice Leonie Brinkema ha ordinato l’introduzione di un monitor interno per garantire la conformità alle normative antitrust.
Il provvedimento prevede il disaccoppiamento del server per gli editori di Google da AdX, la piattaforma pubblicitaria dell’azienda. Questo significa che i siti che utilizzano il server per editori non possono essere obbligati a utilizzare anche AdX, una misura pensata per favorire una maggiore interoperabilità e ridurre il privilegio degli strumenti proprietari di Google.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva contestato l’affidabilità di Google nella gestione di AdX, citando una commissione del 20% che gli editori devono pagare per vendere pubblicità tramite questa piattaforma. Tuttavia, il tribunale ha ritenuto più opportuno imporre cambiamenti piuttosto che procedere con una scissione dell’azienda.
Le restrizioni e il monitoraggio imposti dureranno sei anni, in contrasto con la richiesta del Dipartimento di Giustizia di un periodo di 15 anni. Google ha dichiarato di non essere d’accordo con la decisione e ha annunciato l’intenzione di presentare appello. L’Associate Attorney General Stanley Woodward Jr ha definito il risultato una “significant victory” per il governo.
Nel corso dell’ultimo esercizio fiscale, le entrate pubblicitarie di Google hanno raggiunto i 294,7 miliardi di dollari, rappresentando circa il 73% del fatturato totale di 402,8 miliardi di dollari. Questa percentuale segna un calo rispetto al 76% e al 77% registrati nei due anni precedenti.
