Video

Ex Ilva: il Governo sospende i licenziamenti e apre un tavolo permanente per Taranto

In Breve

Cosa ha deciso il Governo riguardo i licenziamenti nell'ex Ilva?
Il Governo ha sospeso i licenziamenti nell'indotto dell'ex Ilva.
Qual è l'obiettivo del tavolo permanente per Taranto?
Coordinare interventi e monitorare procedure e opportunità di investimento.
Quali misure sono state richieste dalle istituzioni locali?
Blocco dei licenziamenti e mantenimento di un polo siderurgico decarbonizzato.

Il Governo italiano ha deciso di sospendere i licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva, un passo significativo per la città di Taranto, dove le preoccupazioni per l’occupazione continuano a crescere. Questa decisione è stata presa durante un incontro tenutosi l’8 settembre a Palazzo Chigi, nel quale hanno partecipato enti locali, associazioni datoriali e sindacati, presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Il tavolo permanente che verrà istituito avrà l’obiettivo di coordinare gli interventi e monitorare le procedure, gli impatti occupazionali e le opportunità di investimento nell’area, seguendo un modello simile a quello adottato per la Terra dei Fuochi e per il Giubileo 2025.

Il Governo ha anche aperto alla possibilità di una partecipazione pubblica nell’ex Ilva, a condizione che venga presentato un piano industriale solido e credibile. Le offerte per la gestione dell’impianto dovranno essere presentate entro un paio di mesi, dopo di che inizierà la fase di trattativa, mantenendo in vigore l’amministrazione straordinaria dell’ex Ilva.

Prima di questo incontro, l’associazione Aigi aveva annunciato l’intenzione di avviare 2.500 licenziamenti collettivi nell’indotto e negli appalti, in vista della fermata dell’area a caldo prevista entro la fine di ottobre. Tuttavia, il sottosegretario ha chiesto alle associazioni datoriali di attendere l’esito della Corte d’Appello di Milano, che aveva già adottato un decreto di sospensione per l’area a caldo il 27 luglio, con termine di 90 giorni.

Le associazioni datoriali, mostrando un senso di responsabilità, hanno accolto la richiesta di sospendere i licenziamenti. Il tavolo permanente, quindi, si propone di favorire un disegno complessivo piuttosto che interventi frammentati, puntando su un futuro green e sulla decarbonizzazione, con l’implementazione di forni elettrici alimentati a DRI.

Le istituzioni locali hanno chiesto misure normative specifiche per Taranto, tra cui il blocco delle procedure di licenziamento e il mantenimento di un polo siderurgico decarbonizzato. È stata proposta la candidatura dell’area come zona di accelerazione industriale ai sensi del regolamento UE, con incentivi mirati, sgravi fiscali e decontribuzione pluriennale per le assunzioni.

Il sindaco di Taranto ha sottolineato l’importanza di tutelare i lavoratori, garantire il futuro della fabbrica e promuovere investimenti alternativi per riassorbire la forza lavoro, specialmente per coloro che si avvicinano alla pensione o sono stati esposti a agenti inquinanti.

Il presidente di Confindustria ha evidenziato che l’area a caldo è attualmente fermata dall’autorità giudiziaria, mentre l’area a freddo continua a operare. Senza una cordata acquirente, i rischi di chiusura aumentano. Ha definito seria la cordata promossa da Federacciai, sollecitando il Governo a valutare le offerte e scegliere la migliore.

Le azioni future saranno definite nei giorni successivi, in base all’esito dell’udienza della Corte d’Appello di Milano, prevista per il 9 settembre, e alle decisioni dei magistrati sul provvedimento di sospensione dell’area a caldo.

redazione

Tutti gli articoli dell'autore.