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Crisi della Siderurgia Canadese: Gli Effetti dei Dazi Statunitensi sull’Industria dell’Acciaio

In Breve

Qual è l'impatto dei dazi USA sull'industria siderurgica canadese?
I dazi USA hanno causato un calo del 15% nella produzione d'acciaio canadese e una riduzione delle esportazioni verso gli Stati Uniti del 31% nel 2025.
Cosa ha fatto il Canada in risposta ai dazi?
Il Canada ha attivato contromisure su oltre 300 prodotti, raddoppiando le tariffe fino al 50%.
Qual è la situazione attuale di Algoma?
Algoma prevede un Ebitda negativo nel 2026 e ha perso circa il 30% del valore del titolo da maggio dell'anno scorso.

La crisi dell’industria siderurgica canadese è esplosa a causa dei dazi imposti dagli Stati Uniti, che hanno portato a un deterioramento dei rapporti commerciali tra i due paesi. L’acciaio è stato il principale fattore di tensione nei negoziati per il rinnovo dell’UMSCA, culminando nell’introduzione di misure tariffarie e contro-dazi. Il Canada, in risposta, ha attivato l’8 settembre contromisure su oltre 300 prodotti derivati dall’acciaio e dall’alluminio, raddoppiando le tariffe fino al 50%.

A un anno dall’introduzione della Section 232, che ha portato a dazi del 50% sulle importazioni di acciaio negli Stati Uniti, l’industria siderurgica canadese mostra segni di grave sofferenza. La produzione d’acciaio in Canada è diminuita del 15% a maggio rispetto all’anno precedente, con un calo progressivo annuo del 14%. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono crollate, registrando una diminuzione del 31% nel 2025 e un calo del 55% nei primi tre mesi del 2026, contribuendo in modo determinante alla contrazione produttiva.

Tra i principali attori del settore, Algoma, con una produzione di 2,2 milioni di tonnellate, è il principale responsabile del calo degli indici nazionali. L’azienda, esposta per circa la metà dei suoi prodotti al mercato statunitense, ha anticipato la chiusura degli altiforni a gennaio e sta investendo circa 1 miliardo di dollari canadesi in impianti a forno elettrico. Algoma prevede un Ebitda negativo nel 2026, dopo un Ebitda adjusted negativo di circa 450 milioni al 31 marzo, e il titolo ha perso circa il 30% del valore da maggio dell’anno scorso, con una previsione di ritorno al breakeven nel 2027 grazie all’avvio dei nuovi impianti.

Altri produttori di vergella e tondo, come Ivaco e la divisione canadese di Gerdau Nord America, stanno affrontando difficoltà simili. Tuttavia, alcuni gruppi stanno resistendo grazie alla natura dei mercati di destinazione finale e alle politiche di Buy Canadian introdotte dal governo a metà dicembre. Ad esempio, l’acciaieria di ArcelorMittal a Montreal, specializzata in prodotti lunghi per edilizia e infrastrutture del Canada orientale, è rimasta sostanzialmente indenne, ma ha chiuso a giugno un laminatoio per concentrare la produzione in un unico hub. Il direttore finanziario Genuino Christino ha dichiarato che i dazi USA costano al gruppo 150 milioni di dollari a trimestre.

Dofasco ha registrato un progresso del 3% su base annua grazie ad accordi di fornitura a lungo termine per i distretti automobilistici dell’Ontario. Lo stabilimento Lake Erie di Stelco, rilevato da Cleveland Cliffs, si è orientato verso il mercato interno per colmare il vuoto d’offerta lasciato dalla riduzione delle importazioni statunitensi, rinunciando però agli alti margini precedenti e contribuendo alla maggiore volatilità e alla pressione sulla marginalità del gruppo americano. Nuove stratificazioni e vincoli, in parte già varati e in parte attesi a partire dal 2027, potrebbero aggravare ulteriormente la situazione del settore.

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