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Verso un’Industria dell’Ospitalità 4.0: Le Proposte di Federturismo

In Breve

Chi è Massimo Caputi?
Massimo Caputi è il presidente di Federturismo Confindustria dal 11 giugno 2026.
Qual è l'obiettivo dell'industria dell'ospitalità 4.0?
L'obiettivo è rendere il settore turistico più competitivo e semplificato.
Cosa sono i contratti di filiera?
Sono strumenti per favorire investimenti integrati tra diversi attori del settore turistico.

Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria dal 11 giugno, ha lanciato un ambizioso progetto per sviluppare un’industria dell’ospitalità 4.0. L’obiettivo è rendere il settore turistico italiano più competitivo e semplificato, riducendo i vincoli burocratici e promuovendo una crescita strutturale.

Il turismo italiano mostra segnali di ripresa, con una quota di arrivi dall’estero che raggiunge il 55%. Tuttavia, la crescita del Paese è ancora inferiore rispetto ad alcuni concorrenti nel Mediterraneo: la Spagna ha registrato un incremento del +7%, mentre Roma si attesta a +4%. Il ritmo di crescita italiano risulta quindi circa la metà rispetto a quello di Spagna e Grecia.

Per consolidare il vantaggio competitivo, Caputi sottolinea la necessità di accelerare su investimenti, innovazione, sostenibilità, destagionalizzazione, capitale umano e valorizzazione delle aree meno sviluppate. È importante notare che il 90% dei turisti visita solo il 10% del territorio, suggerendo che ci siano ampi margini per distribuire i flussi turistici e contrastare il fenomeno dell’overtourism.

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Tra le proposte operative, spicca la semplificazione normativa. Le imprese chiedono regole più chiare, tempi certi e una pubblica amministrazione che supporti gli investimenti. Federturismo sostiene l’introduzione di un decreto di semplificazioni sul turismo a “costo zero”, mirato a superare le stratificazioni normative che si sono accumulate nel corso degli anni. Queste proposte hanno ricevuto l’attenzione del ministro del Turismo e del Governo, ma Caputi avverte che la vera sfida sarà l’attuazione pratica delle riforme.

Un altro strumento ritenuto cruciale sono i “contratti di filiera”, introdotti con la Legge di bilancio 2026. Questi contratti sono progettati per favorire investimenti integrati tra strutture ricettive, società di trasporto, imprese culturali, organizzatori di eventi, ristorazione, commercio e servizi, generando economie di scala e aumentando la competitività del settore. Per garantire il successo di questi contratti, è fondamentale avere procedure semplici, criteri chiari e tempi rapidi, evitando sovrapposizioni e ritardi burocratici che in passato hanno ostacolato l’implementazione di iniziative innovative.

Federturismo propone inoltre che il “contratto di filiera” diventi uno strumento permanente, finanziato con almeno il 20% del gettito della tassa di soggiorno, il cui introito nel 2026 supererà 1,4 miliardi di euro. Questo permetterebbe di reinvestire parte delle risorse generate dal turismo per accrescere la competitività del settore.

Dal punto di vista strategico, il turismo è considerato una priorità industriale nazionale. Confindustria ha affidato la responsabilità del settore al vicepresidente Leopoldo Destro. Tra le proposte a medio termine ci sono strumenti finanziari innovativi, l’uso di progetti di comune interesse europeo (IPCEI) e la collaborazione con soggetti come Cassa Depositi e Prestiti, attualmente marginali nel settore.

La visione prospettica delineata prevede un turismo per il 2030 più destagionalizzato, competitivo, digitale e sostenibile, capace di creare valore diffuso, attrarre investimenti e innovazione, e generare maggiore valore per imprese, lavoratori e territori.

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