Video

Private Equity: Rallentano Investimenti ed Exit, Cresce la Concentrazione nei Grandi Fondi

In Breve

Qual è il trend degli investimenti nel private equity nel secondo trimestre 2026?
Gli investimenti nel private equity sono diminuiti del 22,8%, raggiungendo 419,9 miliardi di dollari.
Come sta cambiando la raccolta di capitale nel settore?
La raccolta di capitale è aumentata del 17%, ma il numero di fondi chiusi è il più basso degli ultimi dieci anni.
Quali settori sono favoriti dagli investitori nel private equity?
Gli investitori puntano su software, cybersecurity, infrastrutture digitali e healthcare.

Il mercato globale del private equity si avvia verso la seconda metà del 2026 con segnali contrastanti. Nel secondo trimestre, infatti, si è registrato un rallentamento degli investimenti e delle dismissioni, mentre la raccolta di capitale continua a crescere, ma si concentra sempre più nei grandi operatori del settore.

Secondo i dati recenti, il valore complessivo delle operazioni di investimento è sceso del 22,8% rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 419,9 miliardi di dollari, il livello più basso dal secondo trimestre del 2024. Tuttavia, il numero totale di operazioni è aumentato del 2,2%, raggiungendo 5.672 deal, segnalando una riduzione della taglia media delle operazioni.

Le cause di questo rallentamento sono molteplici e includono tensioni geopolitiche, incertezze legate all’intelligenza artificiale e un raffreddamento del mercato dei megadeal. Inoltre, continua a esserci una difficoltà nel trovare un punto di incontro tra le aspettative di venditori e acquirenti, il che ha portato a una contrazione delle exit del 19,7% nel trimestre, per un totale di 275,2 miliardi di dollari e 948 operazioni.

ADV 300x250 / 336x280

Il ritmo delle dismissioni dall’inizio dell’anno è sostanzialmente in linea con quello del 2025, limitando la redistribuzione del capitale agli investitori istituzionali. Di conseguenza, molti investitori stanno ricorrendo a strumenti alternativi come continuation fund, operazioni sul mercato secondario e ricapitalizzazioni, per generare liquidità senza dover vendere immediatamente gli asset.

La raccolta di capitale dall’inizio dell’anno ha raggiunto 261,8 miliardi di dollari, circa il 17% in più rispetto al 2025. Tuttavia, il numero di fondi chiusi è notevolmente diminuito, con solo 310 fondi chiusi, il che, se confermato, porterebbe il totale annuo al livello più basso di oltre un decennio, con una flessione di circa 25% su base annua.

Nonostante l’interesse degli investitori istituzionali per il private equity, questi tendono a privilegiare gestori con esperienza consolidata e capacità di creare valore operativo. Questo ha portato a una concentrazione del mercato a favore dei principali operatori, rendendo più difficile la raccolta per i fondi più piccoli.

I gestori di fondi stanno quindi puntando su società con modelli resilienti e forte generazione di cassa, concentrandosi in particolare su settori come il software, la cybersecurity, le infrastrutture digitali e il healthcare. L’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie di investimento: non solo come settore d’investimento, ma anche come leva per migliorare l’efficienza operativa e incrementare la redditività delle partecipate.

Infine, sul fronte delle valutazioni, il mercato mostra segnali di stabilizzazione rispetto alla correzione avvenuta tra il 2022 e il 2024. Si osserva una marcata differenziazione tra asset di qualità e comparti più ciclici; i multipli appaiono ora più coerenti con il contesto dei tassi e delle prospettive di crescita globale. Le aziende tecnologiche più innovative continuano a registrare valutazioni superiori alla media.

redazione

Tutti gli articoli dell'autore.

ADV fine articolo