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Manovra 2027: il governo italiano cerca coperture per evitare nuovi deficit

In Breve

Quali sono i principali obiettivi della manovra 2027?
La manovra punta a introdurre una tassazione per i giovani, estendere la fascia Irpef al 33% e implementare misure per la casa.
Qual è la situazione del debito pubblico italiano?
Il debito pubblico supera il 138% del PIL, complicando ulteriormente la manovra.
Quali misure fiscali sono previste per i giovani?
È prevista una tassazione d’ingresso e un'aliquota al 5% per i neoassunti sotto i 35 anni.

Il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) per il 2027 del governo italiano delinea un percorso di spesa netta che non lascia margini per un nuovo deficit. Questa situazione ha spinto l’esecutivo a cercare coperture per le misure fiscali e per gli aiuti destinati ai giovani.

La manovra si articola su tre pilastri principali: l’introduzione di una tassazione d’ingresso per i giovani, l’estensione della fascia Irpef al 33% e misure specifiche per la casa. Tuttavia, il contesto è reso complesso dalla fine della procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea, dalla crisi energetica e dalle turbolenze sui mercati, con un debito pubblico che supera il 138% del PIL.

Le ipotesi di intervento presentano costi variabili. Ad esempio, l’abolizione del bollo auto richiederebbe circa 5 miliardi di euro per una stabilizzazione triennale, dopo i 2,3 miliardi già stanziati per il 2027 e sostenuti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Inoltre, portare da 50.000 a 60.000 euro la soglia dell’aliquota Irpef al 33% comporterebbe un costo di circa 2,5 miliardi, cifra che Antonio Misiani ha definito “poco meno di quanto verrebbe sottratto dal drenaggio fiscale dovuto all’inflazione”.

La conferma della tassa piatta sugli aumenti contrattuali, sulle festività e sulla produttività vale 2,6 miliardi, mentre l’ipotesi di un’aliquota al 5% per i neoassunti sotto i 35 anni è stimata intorno a 350 milioni. L’introduzione dell’uscita a 64 anni peserebbe circa 1,6 miliardi l’anno, mentre l’estensione della flat tax alle partite IVA fino a 100.000 euro risulta meno realistica nel quadro attuale.

Un altro aspetto cruciale riguarda gli adeguamenti pensionistici all’inflazione. I sindacati hanno segnalato un possibile drenaggio fiscale stimato tra 3,4 e 8 miliardi, da sommare ai 30 miliardi che la Cgil valuta siano costati ai lavoratori tra il 2022 e il 2025. La spesa per interessi supererà i 100 miliardi nel 2027, e il tracciato della spesa netta del Patto di stabilità non consente ulteriore deficit per quell’anno, con il rischio di dover finanziare le misure con coperture integrali.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha richiamato a una “maggiore attenzione”. Se il bilancio del 2027 resterà neutro, gli spazi disponibili potrebbero salire a circa 3,5 miliardi nel 2028 e 6,5 miliardi nel 2029, per un totale intorno ai 10 miliardi, condizionando il calendario degli interventi e spingendo a ripartire gli impegni su più anni.

Il governo punta a ottenere dall’Ue, tramite la clausola di salvaguardia nazionale, 14,4 miliardi di euro di extra-deficit fra il 2027 e il 2028 per l’energia e altrettanti per la difesa. Le risorse energetiche dovrebbero coprire famiglie, studenti, imprese, pubblica amministrazione e infrastrutture, con possibili destinazioni per il trasporto pubblico per gli studenti, incentivi per le rinnovabili, decarbonizzazione, ecobonus e rete di colonnine.

Tra le alternative per reperire risorse restano i tagli alla spesa o un incremento delle entrate. Sul tavolo ci sono la tassazione degli extraprofitti, con posizioni divergenti tra i partiti, e un eventuale ulteriore aumento delle accise sui tabacchi. Il Dpfp segnala una pressione fiscale al 43% nel 2026.

Il documento porta dunque a concentrare gli interventi a più alto moltiplicatore, legarli alle clausole europee su energia e difesa e distribuire il resto sul biennio. Questa condizione richiede coperture certe e la definizione di priorità che tengano insieme giovani, lavoro e competitività. Aurelio Regina ha osservato che “aiutare le famiglie è necessario” e che ridurre le bollette delle imprese “deve essere una priorità”.

redazione

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