In Breve
- Qual è la riduzione degli aiuti pubblici al cinema nel 2025?
- Gli aiuti pubblici al cinema scendono del 27,2%, passando da 656,6 milioni a 477,6 milioni di euro.
- Come influisce il calo del tax credit sulle imprese?
- Il calo del tax credit ha portato a una diminuzione delle domande approvate e delle risorse assegnate, evidenziando la fragilità delle imprese.
- Qual è la concentrazione delle risorse nel settore?
- Il 6,4% delle aziende incassa il 53,1% dei contributi, mentre il 55,9% delle imprese più piccole riceve solo il 6%.
Il settore cinematografico italiano affronta una nuova sfida: nel 2025, i finanziamenti pubblici destinati alla produzione e distribuzione di opere cinematografiche si ridurranno a 477,6 milioni di euro, rispetto ai 656,6 milioni del 2024. Questa diminuzione del 27,2% è principalmente attribuibile a una frenata del tax credit, uno degli strumenti chiave di sostegno al settore.
La legge 14 novembre 2016, n. 220, attualmente in fase di modifica con un disegno di legge approvato dalla Camera e ora al Senato, ha riconosciuto l’importanza degli incentivi pubblici nel promuovere la produzione cinematografica. Tuttavia, i dati recenti rivelano che le imprese del settore continuano a essere fragili, con un lavoro discontinuo e difficoltà nel raggiungere il pubblico.
Il calo del tax credit è evidente anche nel numero di domande approvate, che sono passate da 888 a 527, segnando una diminuzione del 40,7%. Le risorse assegnate sono scese da 622,6 a 402,8 milioni, con una riduzione del 35,3%. Sebbene i contributi selettivi siano aumentati da 21,5 a 61,8 milioni, questo incremento non riesce a compensare la perdita complessiva di fondi.
Nel periodo compreso tra il 2018 e il 2025, gli aiuti pubblici hanno rappresentato in media il 37% della produzione delle imprese beneficiarie e addirittura il 77% per le piccole realtà. Senza questi contributi, il risultato operativo delle aziende sarebbe negativo, evidenziando l’importanza del sostegno pubblico per la stabilità economica, in particolare per gli operatori più vulnerabili.
La distribuzione delle risorse è fortemente concentrata: solo il 6,4% delle aziende, quelle con almeno 20 milioni di euro di produzione media, incassa il 53,1% dei contributi, mentre il 55,9% delle imprese con meno di 500mila euro di fatturato riceve solo il 6%.
Nel 2025, il 97,5% delle risorse sarà destinato alla produzione, lasciando solo 11,5 milioni per la distribuzione. Gli incentivi pubblici si sono dimostrati efficaci nel promuovere la produzione, ma gli effetti sull’occupazione rimangono modesti e incerti. Interviste con operatori del settore rivelano che, nonostante l’aumento dei set, non è stata garantita una maggiore stabilità lavorativa per tutti.
Infine, l’arrivo di produzioni straniere ha portato competenze e servizi, ma non ha necessariamente incrementato la presenza di opere italiane sui mercati esteri, evidenziando ulteriormente la necessità di un ripensamento strategico nel sostegno al cinema italiano.
