In Breve
- Quanti club di calcio professionistico sono falliti in Italia?
- Negli ultimi quarant'anni, 49 club di calcio professionistico sono falliti da 2 a 6 volte.
- Qual è l'ammontare delle perdite aggregate nel calcio italiano?
- Le perdite aggregate nel calcio italiano superano i 9 miliardi di euro negli ultimi venti anni.
- Quali rischi sono aumentati a causa della crisi economica nel calcio?
- La crisi economica ha aumentato il rischio di infiltrazioni criminali nel sistema calcistico.
La Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche ha presentato la sua prima relazione annuale, evidenziando la persistente crisi del calcio italiano. Negli ultimi quarant’anni, ben 49 società professionistiche sono fallite da 2 a 6 volte, segnalando una fragilità strutturale del sistema calcistico.
Il quadro complessivo è allarmante: le perdite aggregate nell’ultimo ventennio superano i 9 miliardi di euro, mentre l’indebitamento complessivo dei club è oltre 5,5 miliardi. Tra la stagione 1986-87 e la 2025-26, sono stati registrati 218 casi di società non ammesse ai campionati, rinunciatarie all’iscrizione o escluse durante il torneo, con 200 di questi casi riguardanti la Serie C, pari al 91,7% del totale.
Tra le società recidive, 19 hanno avuto da 3 a 4 episodi di fallimento, mentre Varese, Campobasso e Potenza hanno registrato cinque casi. Le squadre Sambenedettese e Taranto hanno addirittura raggiunto il numero di sei fallimenti. Questa cronica debolezza economica non solo mette in discussione la sostenibilità dei club, ma aumenta anche il rischio di infiltrazioni criminali. Il dissesto può trasformarsi in un fattore di vulnerabilità, attirando soggetti interessati a sfruttare il calcio per penetrazioni economiche e relazionali.
Nei casi più gravi, le emergenze finanziarie hanno richiesto l’intervento dell’autorità giudiziaria e della Direzione nazionale antimafia. Tra le società finite in amministrazione giudiziaria ci sono esempi significativi come Crotone, Foggia e Juve Stabia. Per contrastare tali rischi, la Commissione ha chiesto di rafforzare gli strumenti dell’Autorità, superando il modello delle vecchie commissioni federali per consentire interventi più efficaci e tempestivi sui profili economici e di legalità.
Nel primo anno di attività, la Commissione ha effettuato un totale di 2.688 controlli, di cui 1.558 controlli periodici infrannuali (1.451 sul calcio e 107 sul basket) e 1.130 controlli su adempimenti ammissivi (981 calcio, 149 basket). Queste attività hanno portato all’emissione di 20 pareri del Collegio, con 15 in ambito FIGC e 5 in ambito FIP, nel corso di 26 adunanze.
Le principali criticità riscontrate nella stagione passata si sono concentrate in Serie C, con casi come Rimini, che ha fallito ed è stato escluso dal campionato, rappresentando l’ottavo caso negli ultimi 10 anni. Altri club come Ternana, Triestina, Trapani 1905 e Siracusa hanno subito penalizzazioni e retrocessioni. Nel basket, è stata rilevata l’esclusione del Trapani Shark per palese alterazione della uguaglianza competitiva.
Inoltre, la Commissione ha emesso due pareri d’ufficio e ha sollevato problemi riguardanti l’assenza di meccanismi di verifica sulla destinazione di risorse pubbliche per la valorizzazione dei calciatori e la limitatezza degli indicatori patrimoniali attuali, ritenuti insufficienti a garantire che i club ammessi alle competizioni possano portarle a termine.
